SCHEDA ESPLORATIVA SINTETICA

PER CENSIRE PROCESSI DI DIALOGO TERRITORIALE

 

ATTENZIONE: I CAMPI DA RIEMPIRE SONO SOLO QUELLI BIANCHI:

 

ID dei campi

N° SCHEDA: 7

1

SUL VOSTRO TERRITORIO (che amministrate o dove abitate o lavorate) SIETE A CONOSCENZA DI UNA O PIU’ ESPERIENZE DI DIALOGO COSTRUTTIVO TRA AMMINISTRAZIONI E TESSUTI ECONOMICO/SOCIALI CHE RISPONDA AI CRITERI ESPLICITATI NEL DOCUMENTO RIPORTATO IN FONDO A QUESTO FILE? Rispondere apponendo una x nel campo vuoto a destra della risposta

1.a

SI

 

1.b

NO

x

2

NOME SINTETICO DEL PROGETTO, PERCORSO O AZIONE

Biofattoria didattica La Colombaia

3

COLLOCAZIONE GEOGRAFICA DELL’ESPERIENZA

3.a

STATO

Italia

3.b

REGIONE

Toscana

3.c

PROVINCIA

Pisa

3.d

COMPRENSORIO o AREA VASTA

 

3.e

COMUNE o COMUNI interessati

Fauglia

3.f

EVENTUALE LIVELLO INFRACOMUNALE (Municipio/i, circoscrizione/i, rione/i interessati)

 

SIETE IN GRADO DI DESCRIVERE ALCUNI ELEMENTI STRUTTURANTI DELLA PRATICA CHE CI STATE SEGNALANDO?

4

BREVE DESCRIZIONE DEL CONTESTO (dati, situazione politica, specificità socioeconomiche o istituzionali)

Il Comune ha circa 2000 abitanti. Si trova in una posizione geografica interessante, equidistante da Pisa e Livorno. Gli abitanti della zona si spostano per lavorare in entrambe le città. L’apertura della fabbrica Siemens ad Acciaiolo ha attirato molta gente del paese, ma l’agricoltura è ancora l’attività principale della zona; le aziende e gli agriturismi presenti nel territorio sono ancora gestiti dalla popolazione locale: non si rileva la presenza di stranieri o persone proveniente da altre parti d’Italia, come in molte altre zone della Toscana. Da qualche tempo si inizia a parlare delle Colline Pisane come di un luogo interessante per il turismo. L’anno scorso è nato un Consorzio di Valorizzazione delle Colline Pisane con sede qui a Fauglia. I prezzi non sono alti come nelle campagne senesi e fiorentine, siamo vicini all’aeroporto di Pisa, vicini al mare e in mezzo alla campagna. Prevedo un rapido incremento e sviluppo del turismo in questa zona, e bisogna stare attenti a prevenire forme di mercificazione e colonizzazione del territorio. L’amministrazione locale è stata per alcuni anni di centro-destra, fino al commissariamento della giunta avvenuto nel 2003.

5

OBIETTIVO GENERALE E OBIETTIVI SPECIFICI DELL’ESPERIENZA

Restituire all’agricoltura il suo valore di:

-          produzione economica di qualità attraverso la coltivazione e l’allevamento biologici.

-          garanzia di mantenimento della biodiversità con la preservazione di specie autoctone, e non, in via di estinzione

-          presidio territoriale e motore dello sviluppo locale sostenibile

-          valorizzazione e salvaguardia dei saperi locali legati alla cultura contadina

-          occasione di formazione delle giovani generazioni rispetto ad un’economia legata ai cicli naturali, della produzione e del consumo di beni di qualità, della salute alimentare.

6

ATTORI COINVOLTI (ISTITUZIONALI E NON), MODALITA E CRITERI PER IL COINVOLGIMENTO

La Colombaia è una piccola società cooperativa composta da tre persone di diversa formazione (scienze politiche, informatica, veterinaria). La formazione in agricoltura è avvenuta attraverso l’aiuto degli anziani contadini del posto, che ci hanno trasmesso con entusiasmo le loro conoscenze. Per la potatura degli olivi ci siamo avvalsi, in una fase iniziale, della collaborazione dei potatori di Lari, famosi nella zona per la loro abilità.

Abbiamo avuto una collaborazione con la Facoltà d’Agraria dell’Università di Firenze per lo studio di una cultivar autoctona di olivo, il “Gremigno di Fauglia”, varietà disprezzata dalla popolazione locale perché produce delle olive molto piccole e in quantità ridotte, ma molto resistente agli attacchi della mosca.

Abbiamo iniziato come soci AIAB, ma quest’anno non abbiamo rinnovato l’iscrizione, e abbiamo scelto la certificazione ICEA. L’AIAB è divenuta un’associazione culturale e a noi questo non interessa. Per due anni siamo stati iscritti al programma delle “Fattorie aperte” promosso dall’AIAB, organizzato molto male. Siamo ancora negli elenchi AIAB degli operatori del settore, ma non abbiamo più rapporti con l’associazione.

Siamo soci del Coordinamento Toscano dei Produttori Biologici e abbiamo contatti con altri appartenenti, con scambi di know-how, esperienze e altro.

Per la coltura e il trattamento delle piante officinali ci avvaliamo della collaborazione di un ragazzo che abita nella zona, a Latignano, e che fa parte del Forum Contadino.

Quest’anno diventeremo soci del WWOOF, associazione internazionale di volontariato che organizza scambi di soggiorno-lavoro in fattorie biologiche ed ecovillaggi.

7

GRADI DI PARTECIPAZIONE (possibili risposte multiple)

£informazione       £coinvolgimento in singole attività    £consultazione    £negoziazione       £co-progettazione                               £cogestione £autogestione delegata alle organizzazioni di abitanti  £controllo/monitoraggio/valutazione da parte degli stessi abitanti

£   progettazione di azioni e proposte che stimolino l’amministrazione all’innovazione

8

PARTECIPAZIONE: IN QUALI FASI?(possibili risposte multiple)

£definizione dei bisogni      £decisione       £elaborazione tecnica dei progetti

£implementazione delle azioni pianificate   

£gestione o manutenzione dei prodotti   £ controllo delle realizzazioni        

£  progettazione di azioni e proposte che stimolino l’amministrazione all’innovazione             

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BREVE DESCRIZIONE DELLO SVILUPPO DEL PERCORSO

Abbiamo preso in affitto la casa e i terreni nel 2000. I terreni erano completamente abbandonati già da un paio d’anni. Prima erano stati lavorati da un contoterzista che coltivava girasoli per avere i finanziamenti comunitari. Abbiamo subito chiesto la conversione al biologico, che è terminata nel 2003. Nessuno di noi aveva esperienze in agricoltura, a parte l’informatico che già collaborava da alcuni anni con un’azienda qui vicino. Tutto ciò che sappiamo oggi l’abbiamo imparato soprattutto dalle persone anziane del posto. Non abbiamo avuto problemi di inserimento nel territorio perché, anche se nessuno di noi aveva mai vissuto qui, eravamo conosciuti nella zona, in cui abbiamo parenti ed amici.  All’inizio, il fatto che noi fossimo del tutto inesperti e desiderassimo mandare avanti un’azienda agricola è piaciuta molto agli anziani contadini del luogo, che ci hanno preso sotto la loro protezione e ci hanno insegnato tutto.

L’azienda ha un’estensione complessiva di 14,5 ha. Come colture abbiamo circa 7 ha di s.a.u., un po’ di bosco, 2 ha di seminativo, 2 ha di piante officinali, 1,5 ha di orto, circa 200 piante d’olivo; avevamo anche una vigna, tolta un paio d’anni fa perché rovinata dall’abbandono. Volevamo farla ripartire, ma riacquistare le quote è divenuto troppo complesso. Per l’anno prossimo abbiamo in progetto di piantare un frutteto di albicocchi e susini.

Abbiamo un forno per l’essiccazione delle piante officinali e confezioniamo erbe aromatiche. Abbiamo predisposto un laboratorio autorizzato all’imbottigliamento e alla vendita, in previsione del confezionamento del nostro olio. Nell’appezzamento di olivi abbiamo sistemato le pecore che provvedono alla potatura, decespugliatura e concimazione dei terreni. Le pecore che abbiamo sono pomarancine, razza in via d’estinzione, che ci interessa preservare.

Abbiamo poi galline, oche e papere. Abbiamo ripreso l’allevamento della gallina livornese e della livornese nera, in via d’estinzione a causa degli incroci di specie effettuati per la produzione industriale. Abbiamo anche una quarantina di capi di gallina siciliana, anch’essa a rischio di scomparsa. In azienda ci sono anche due asini e due maiali, che alleviamo a scopo didattico., e le api per la produzione di miele.

Fino ad adesso la vendita dei prodotti e stata saltuaria e limitata ad un circuito di amici e Gruppi d’Acquisto. Da quest’anno intendiamo cominciare a rifornire i GAS in modo meglio organizzato, visto che qui in zona se ne stanno formando diversi.

Nel 2003 è cominciata l’attività della biofattoria.didattica, e lo scorso anno ci hanno fatto visita circa 20 scuole, medie ed elementari, da Carrara, Lucca, la Garfagnana, Livorno e Pisa e siamo stati molto soddisfatti. Finora i contatti sono tra noi e le scuole sono stati stabiliti attraverso la Regione. I prezzi erano di circa 180 euro per classe. Quest’anno abbiamo mandato anche inviti alle scuole, con un tariffario di prezzi a persona, per mezza giornata o una giornata intera, perché pensiamo che sia un modo per farci conoscere. Per Aprile – Maggio 2004, abbiamo già venti prenotazioni.

 

10

RISORSE FINANZIARIE UTILIZZATE E PROFESSIONALITA’ VALORIZZATE NEL PERCORSO

Quando abbiamo iniziato l’attività, nel 2000, abbiamo ottenuto dei finanziamenti europei, attraverso la Misura 2, per gli agricoltori al di sotto dei quarant’anni, e la Misura 6, per il sostegno alle coltivazioni biologiche. Abbiamo avuto contributi anche per la creazione dell’aula didattica. La collaborazione e lo scambio di informazioni all’interno del Coordinamento Toscano Produttori Biologici ci fornisce le indicazioni per l’accesso ai finanziamenti che ci riguardano.

11

DIFFICOLTA’ INCONTRATE E PROSPETTIVE DI TRASFORMAZIONE POSSIBILI

Abbiamo in progetto di seguire dei corsi di formazione per poter lavorare meglio come biofattoria didattica, ma non ne abbiamo ancora trovati in provincia di Pisa.

Ci piacerebbe anche andare nelle scuole per ampliare e arricchire i nostri percorsi didattici, ma per adesso la cosa sembra di non facile realizzazione, dato anche il grande impegno di lavoro necessario per mandare avanti l’azienda. Qui facciamo tutto da soli, con l’aiuto saltuario di alcuni amici, perché non possiamo permetterci l’assunzione di manodopera.

Ci piacerebbe anche fare agriturismo, ma sarebbe necessario ristrutturare una parte degli edifici e la proprietà non è interessata a farlo.

Avevamo il progetto di produrre una linea di tisane, arrivando fino alla confezione del prodotto finito, ma abbiamo incontrato molte difficoltà: serve una laurea specifica e non si può ricorrere ad esperti esterni che certifichino il processo. Ci siamo allora indirizzati verso la produzione di erbe aromatiche, una nicchia interessante di mercato. Confezioniamo vasetti di erbe aromatiche che vendiamo ai mercatini del biologico nella zona di Pisa e Livorno (Cecina, Volterra, Pomarance, ecc.) e collaboriamo con un caseificio dei dintorni che produce un formaggio fresco alle erbe.

Abbiamo avuto delle difficoltà rispetto a certi iter burocratici, soprattutto con la USL di Pisa. Esistono delle leggi regionali, come la n.206, ad esempio, che permettono di organizzare un laboratorio polifunzionale per diverse lavorazioni come il miele, la confezione delle erbe officinali e così via. Noi possediamo tutti i requisiti per accedere alla cosa, ma la USL non ci permette di eseguire lavorazioni diverse nello stesso locale.

Non abbiamo in programma la distribuzione dei nostri prodotti nel circuito della grande distribuzione perché le rese dell’azienda non sono sufficienti a garantire le quantità che quel tipo di canale distributivo si attende dal produttore.

Come soci Coordinamento Toscano Produttori Biologici stiamo valutando la possibilità di aprire un punto di vendita al dettaglio. Vorremo far partire entro l’estate questo programma di vendita.

 

12

OPPORTUNITA’ ED ESITI DELL’ESPERIENZA NEL SUO SVILUPPO TEMPORALE

Dopo quattro anni valuto comunque positivamente tutto il progetto, soprattutto in termini di esperienza di vita: è un lavoro molto appagante. Siamo molto soddisfatti dell’attività didattica. I bambini mostrano molta curiosità ed interesse, soprattutto per la parte del percorso didattico che riguarda gli animali. Ci piacerebbe molto – e sarebbe molto più sensato e significativo – lavorare con le classi nel corso di tutto un anno, in modo da mostrare loro tutti i cicli della terra e della natura, ma per gli insegnanti risulta molto difficile, visto l’impegno a loro richiesto da programmi scolastici spesso difficili da gestire.

Da quest’anno vorremmo cominciare a rifornire i GAS in modo meglio organizzato, visto che qui in zona se ne stanno formando diversi.

Ci piacerebbe predisporre uno spazio all’interno dell’azienda dove organizzare incontri pubblici con gli abitanti della zona e promuovere delle iniziative di valorizzazione del territorio.

Oggi in questa zona s’inizia a considerare con molto interesse la presenza di piccole aziende come la nostra, perché una volta scomparsa la generazione dei vecchi contadini, noi saremo le uniche realtà di coltivazione agricola nel territorio.

Crediamo molto nella cooperazione con le amministrazioni locali, anche se spesso i processi sono di difficile attivazione. Nel 2002 ci interessammo, in collaborazione con il comune, al problema della sentieristica, molto importante per la valorizzazione del territorio rurale. Queste campagne sono belle ma poco conosciute, ci sono 40 km di sentieri ormai abbandonati nel territorio comunale. Il Comune si impegnò a portare avanti il progetto di recupero della rete dei sentieri, ma esaurito un primo finanziamento per la cartellonistica, non ci sono state altre iniziative. Anche le scuole del paese si sono interessate per un certo periodo alla valorizzazione del territorio e i bambini hanno ripulito una fonte bellissima. Ma sono tutte iniziative sporadiche che non riescono ad avere continuità per la mancanza di una precisa volontà politica.

Con le prossime elezioni ci sarà un ricambio nell’amministrazione e speriamo che vengano ripresi i progetti accantonati; penso che gli amministratori devono essere fortemente spronati dai cittadini con proposte ed iniziative “dal basso”, anche per quanto riguarda l’agricoltura.

 

13

TEMPORALITA DEL PROGETTO

£ tuttora in corso       £terminato       £agli inizi

£terminato ma avrà una continuità      £speriamo abbia una continuità         

14

SOLO PER ESPERIENZE NATE SU IMPULSO ISTITUZIONALE:

 

RAPPORTO CON IL BUDGET ED I PIANI DELL’AMMINISTRAZIONE E CON LA MODERNIZZAZIONE DELL’APPARATO AMMINISTRATIVO

(Il processo partecipativo era previsto o si inserito a percorso progettuale iniziato? E in questo caso perché? C’è stata una particolare linea di finanziamento esistente alla base del processo partecipativo lanciato? O progetto, finanziamento e partecipazione hanno preso forma insieme? Il processo ha innescato qualche processo di trasformazione delle strutture istituzionali coinvolte?)

 

15

ESISTENZA DI UN SITO INTERNET 

no

16

SIETE DISPONIBILI A DARCI UN APPUNTMENTO PER UN COLLOQUIO?

16.a

SI

x

16.b

NO

 

17

CONTATTI:

DEL COMPILATORE DI QUESTA SCHEDA

17.a

NOME, COGNOME

Francesca Rispoli

17.b

RUOLO O APPARTENENZA

(non obbligatorio)

Ricercatrice del Dipartimento di Urbanistica dell’Università di Firenze. La scheda e stata compilata sulla base di un’intervista approfondita ad una socia fondatrice della piccola società cooperativa La Colombaia

17.c

RECAPITI TELEFONICI

055-242911/3394454280

17.d

RECAPITO E-MAIL

kleimex@libero.it

DI UN RESPONSABILE DEL PROCESSO SEGNALATO:

17.e

NOME, COGNOME

Federica

17.f

RUOLO O APPARTENENZA

Socia fondatrice della piccola società cooperativa La Colombaia

17.g

RECAPITI TELEFONICI

Tel. e fax 050-659212

17.h

RECAPITO E-MAIL

colombaia.fauglia@tiscali.net

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ELENCO MATERIALI DI SUPPORTO

A - Presentazione della Rete Italiana Biofattorie Didattiche

Fonte: sito AIAB - Associazione Italiana Agricoltori Biologici

(http://www.aiab.it/nuovosito/biofattorie/presentazione.shtml)

B - Comunicato stampa da Bio@gricoltura  (2003)

Fonte: sito AIAB - Associazione Italiana Agricoltori Biologici (http://www.aiab.it/nuovosito/informazione/stampa/articolo.php/3583)

C - Elenco e informazioni sulle biofattorie per regione

Fonte: sito AIAB - Associazione Italiana Agricoltori Biologici

(http://www.aiab.it/nuovosito/biofattorie/biofattorie.php)

D - Articolo su “Biofattorie didattiche in Emilia Romagna” (2002)

Fonte: sito AIAB - Associazione Italiana Agricoltori Biologici (http://www.aiab.it/nuovosito/informazione/stampa/articolo.php/3587)